Il bilancio di Chimenti sul golf del 2007
Gennaio 12th, 2008 Posted in eventi sportivi
Dieci vittorie dei professionisti italiani nei vari tour, l’incremento del numero dei tesserati vicino al 10% con l’obiettivo di quota centomila ormai prossimo, l’assegnazione dell’appalto per il campo pubblico a 18 buche di Roma, un maggior coinvolgimento delle istituzioni: questi i più significativi eventi di un 2007 sicuramente da ricordare per la Federazione Italiana Golf. Fiore all’occhiello il tesseramento libero.
«L’iniziativa -dice il presidente Franco Chimenti - ha avuto un grande successo e ci porterà in tempi brevissimi al traguardo dei centomila tesserati che, solo all’inizio della mia gestione, sembrava utopia. Prima di dare il via all’attuazione ci ho pensato a lungo, perchè capivo a quali rischi poteva andare incontro la Federazione in caso di insuccesso. Però non si può rimanere sempre in difesa se si vogliono ottenere dei risultati e a me piace giocare d’attacco. Ora, al secondo anno, abbiamo apportato una modifica importante aprendolo anche a coloro che non sono più tesserati da almeno tre anni. Occorre pensare ai neofiti, ma è molto importante anche l’operazione di recupero».
Il decentramento è una svolta della gestione Chimenti. «Sicuramente. È stato uno dei miei primi interventi e, anche in quella circostanza, c’era molto scetticismo. Io, però, ero convinto che una gestione più dinamica avrebbe portato soltanto benefici. A distanza di sei anni i fatti sono evidenti a tutti. Dando spazio e possibilità economiche agli organi periferici siano riusciti finalmente a entrare nelle realtà locali e ad effettuare un lavoro capillare che sarebbe stato impossibile operando solo dal centro. Le iniziative territoriali studiate ad hoc -spiega Chimenti-, insieme ad altre applicate su scala nazionale, hanno prodotto un contatto diretto con la gente, ma hanno permesso altresì di sollecitare i politici più attenti alle soluzioni atte alla valorizzazione del proprio territorio. E, in ottica soprattutto turistica, il golf è arma sempre più vincente».
Dopo tanti tentativi la Federazione ha finalmente fatto breccia tra i politici e stanno nascendo iniziative importanti. «Non è sicuramente più uno sport d’èlite, ma perchè il golf possa divenire largamente popolare occorrono i campi pubblici che nascono solo con l’intervento delle istituzioni. Avremo a breve il primo campo pratica pubblico al Parco Colonnetti di Torino, grazie all’interessamento del sindaco Chiamparino, e nascerà a Roma il primo campo pubblico a 18 buche per accordi con il sindaco Veltroni.
Anche nel settore agonistico arrivano soddisfazioni. Dieci vittorie italiane in campo internazionale sono un record. «L’aspetto fondamentale non è nel numero, ma nella continuità. Mentre il recente passato è stato caratterizzato dalle prodezze individuali di Costantino Rocca, negli ultimi anni i successi italiani all’estero sono stati ricorrenti e conseguiti da più giocatori. Si vince a tutti i livelli a testimonianza che le scelte della Federazione sono state mirate, con il supporto di un ottimo staff tecnico, che sta lavorando bene anche nel settore dilettantistico dove c’è bisogno di continui ricambi. Considero ’storicì il titolo US Amateur di Edoardo Molinari nel 2005 e la vittoria di Silvia Cavalleri ad aprile in Messico, prima proette italiana a imporsi in un torneo LPGA Tour, ma tutte le altre imprese sono state altrettanto belle e hanno sottolineato momenti di esaltazione per l’intero movimento».
B&B a Roma