Siti web Brescia
Blog sugli eventi di Roma

Alemanno vuole una città nuova contro il boom culturale di Roma voluto da Veltroni

May 14th, 2008 Posted in Eventi

Nuovo sindaco, nuova città? L’idea culturale per Roma, realizzata da Francesco Rutelli e Walter Veltroni, non piace al nuovo sindaco della destra eletto nei giorni scorsi. E’ necessario dunque che siano cancellati con rapidità i simboli più conosciuti delle precedenti gestioni comunali di centro-sinistra. Una immediata e sentita "condanna della memoria", strumento caratteristico con il quale le civiltà del passato remoto cancellavano dai monumenti pubblici nomi di imperatori e di personaggi considerati, a torto o a ragione, nemici della nuova "leadership".
La prima vittima del "rinnovando" disegno della capitale, è stata, com’è noto, la teca dell’"Ara Pacis" augustea, giudicata dal sindaco "intervento invasivo" e come tale da rimuovere. Ha fretta il primo cittadino appena eletto: decisionismo, Roma, in autunno, non sarà più la stessa. Tanto peggio per la struttura di travertino e vetro realizzata dall’architetto americano Richard Meier. Non gli piace affatto, deve essere smontata e rimontata, chissà per quale ragione in periferia.

Dopo qualche giorno il progetto abolizionista del contestato e visitatissimo monumento – uno dei pochissimi argomenti "culturali" della campagna elettorale di Alemanno – è stato smentito dallo stesso neo sindaco. Un "errore di comunicazione". Il gesto iconoclasta quindi rinviato a data da destinarsi. Saranno i cittadini a deciderne lo smantellamento con un referendum.
Le dichiarazioni d’intenti, definite disinvoltamente "errori" e in qualche modo ritrattate attraverso il rinvio, destano una grande perplessità. Tutti gli altri argomenti usati nella campagna elettorale per la conquista del Comune di Roma, quale destino avranno? Quali e quante di esse, convincenti per la maggioranza dell’elettorato romano, precise, puntuali e discutibili, saranno definite tra poco "errori di comunicazione" e rinviate? Alla prossima giunta magari.

Secondo una prima dichiarazione del sindaco neo-eletto, non ritrattata, la "notte bianca", della quale evidentemente riconosce soltanto l’aspetto ludico, dovrebbe trovare spazio durante la "bassa stagione". Ossia, pensiamo noi, in una delle notti del freddo novembre, unico mese in cui Roma ha un aspetto quaresimale prima di rifiorire di vetrine, di luci e di visitatori nel successivo mese di Natale. E oltre. Non ce ne voglia il primo cittadino della capitale se avvertiamo il bisogno di specificazioni, di tempi, di luoghi, di significato e – siamo nel mercato, non è così? – di sponsor che desiderino ancora scommettere su di un evento di bassa stagione.
In mancanza, si spera almeno che sulla pericolante "Notte bianca" cada il provvidenziale rinvio del provvedimento annunciato. Un benvenuto "errore di comunicazione".
La terza dichiarazione culturale, seguita tuttavia da un perplesso semi-ritiro, ha avuto nel mirino la Festa del cinema. Cambio rapidissimo di presidenza, in un primo momento con proposta di nomina al regista Pasquale Squitieri, intellettuale di punta della cultura di destra. In seguito, la proposta di un festival casereccio per la promozione dei film italiani. Ossia dalla internazionalità di Roma capitale alle barriere protezionistiche. Via le stelle internazionali, via ogni clamore.

bed & breakfast a Roma

Post a Comment