La Tiburtina Valley reclama aiuti: i soldi di Marrazzo non si vedono
Maggio 6th, 2009 Posted in Eventi«Marrazzo aveva promesso di aiutarci, ma finora non ha mosso un dito». La denuncia viene dal Comitato Nuova Tiburtina, che rappresenta oltre 80 aziende del triangolo industriale a est di Roma. L’ennesima figuraccia del governatore. Parole tante, fatti concreti poco o niente. L’11 dicembre scorso l’eccezionale ondata di maltempo, si ricorderà, aveva provocato lo straripamento dell’Aniene, con disastrose conseguenze per gli oltre 1300 operatori della Tiburtina Valley. Una calamità che aveva messo in ginocchio la zona industriale della capitale, e l’area produttiva del nord del Lazio. Subito l’annuncio di Marrazzo: non lasceremo sole le aziende, accorreremo in loro aiuto. Ma, dopo quasi cinque mesi, le parole si sono rivelate promesse da marinaio.
Con l’ordinanza 3734 del governo, titolata «Primi interventi di Protezione Civile in favore degli eventi calamitosi», Marrazzo a febbraio è stato nominato Commissario straordinario per l’emergenza alluvione nel Lazio. Pieni poteri, quindi. L’ordinanza, dicono gli imprenditori della Tiburtina, «dava la possibilità a Marrazzo di erogare contributi fino a 25.000 euro per ciascuna impresa danneggiata». Poco rispetto ai danni, stimati in circa 80 milioni. Ma pur sempre una boccata d’ossigeno per la ripresa.
Nei primi giorni di aprile, il Comune di Roma ha provveduto a riasfaltare parte della zona industriale, in particolare via Scorticabove, che a dicembre era sparita sotto un metro e 20 centimetri di acqua. Alemanno ha anche differito il pagamento delle imposte comunali: Tari, Tarsu, Ici. Ma questo è finora l’unico segno tangibile della presenza delle istituzioni pubbliche, sottolinea il Comitato.