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Roma, Nelle chiese scompare la figura del campanaro, ora le suona il computer

August 6th, 2008 Posted in Eventi

ALLA fine ha vinto quel campanaro pigro di Fra Martino. Ora può restarsene serenamente a dormire: nella culla della cristianità, in tutta Roma, dentro e fuori le mura Vaticane le campane a corda sono praticamente scomparse, e i campanari definitivamente estinti. San Pietro compresa. San Giovanni, San Paolo e Santa Croce incluse.
Già, perché la concorrenza è lo scampanio in Mp3: tutto digitale, qualche bel potente diffusore sul campanile e via, quand´è tempo che trillino fan tutto da sé. «Nelle molte chiese nuove - dice la diocesi di Roma - si è privilegiata l´economicità del sistema di diffusione a disco, ma oggi dove è possibile si tende a installare campane vere, ancorché motorizzate con moderni sistemi automatici».

La differenza la fa il portafogli, e se mai come quest´anno i parroci romani lamentano il "braccino" dei fedeli nel porgere l´obolo («colpa della crisi economica», dicono) risparmiare con un giradischi le decine di migliaia d´euro per campana e installazione fa comodo eccome.

E se si cede alla tradizione del bronzo, lo si fa assistiti da un motore: vuoi mettere la comodità? «Il suono della campana - continua la diocesi romana - serve a chiamare i fedeli alla partecipazione liturgica: le campane trillano prima delle sante messe, e a Roma si è valutata l´opportunità di farlo tre volte al giorno per l´Angelus domini: tra le 7 e le 8, a mezzogiorno e la sera tra le 18 e le 19».

Non solo: si suonano anche negli eventi particolari della parrocchia, come i matrimoni e i funerali. Il campanaro, per tutto questo, non serve più: pensa a tutto l´elettronica, al massimo c´è da schiacciare un bottone per gli eventi non programmati.

D´altronde, spiega la diocesi, «i campanili sono così alti e imponenti che usare la corda classica sarebbe anacronistico». È per questo che in tutta la città eterna lo fanno solo la chiesa di San Giuseppe da Copertino, quella di San Ottavio e Compagni Martiri e la parrocchia di Nostra Signora della Trasfigurazione: tre delle 50 chiese realizzate a Roma nell´ultimo mezzo secolo, nell´era del vicariato di Camillo Ruini. La prima, poi, al posto del campanile ha un trespolo d´acciaio che regge le campane, e per suonarle non serve più appendersi come don Camillo di Guareschi. Basta tirare la cordicella, altro che corde appese da decine di metri per tonnellate di bronzo (la campana dei caduti di Rovereto ne pesa 22). Così le suonano anche i sacrestani, «e a volte pure i fedeli».

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