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Sondaggio tra milioni di turisti: i Romani i più simpatici al mondo

Marzo 15th, 2008 Posted in Eventi

Pensavate che lo scettro sarebbe andato agli emiliani, che l’accoglienza ce l’hanno nel Dna, o ai napoletani, ironici e brillanti? Sbagliato. Il titolo di «più attraenti cittadini d’Europa » va ai romani. A quelli che quando entri in un bar della capitale ti accolgono con un «dicaaa» quasi infastidito (non tutti) o che, se non ti sbrighi ad attraversare l’incrocio, ti gridano dietro «ahò, ma te voi levà da lì?» (non pochi). Milioni di viaggiatori del Vecchio Continente hanno incoronato proprio loro, i nostri scanzonati, sboccati e disincantati concittadini della Capitale.

E conferma che la città, come meta turistica consolidata, negli ultimi tempi ha visto accrescere le presenze di vacanzieri con un incremento annuo superiore al 10 per cento. Le sue attrattive? Un mix di archeologia, arte e religione irresistibile. A volte magari i romani sono un po’ sopra le righe, ma non in maniera tale da rendersi sgradevoli.

«Il cinema - dice Sabino Acquaviva - ha disegnato un profilo meraviglioso e romantico di Roma: pensiamo alla Magnani». Restano nell’immaginario collettivo film come «Poveri ma belli», «Vacanze romane», fino al cult «La dolce vita». Un’aura di magia che si è rafforzata nel tempo, «anche con performance come quella dell’acqua rossa nella fontana di Trevi che ha convinto molti dell’anima godereccia e divertente di questa città».

Acquaviva, però, mette in risalto anche un altro fattore: «Roma è la capitale del cattolicesimo, ovvero di un miliardo e cento milioni di fedeli». E il Papa polacco è stato sicuramente uno dei migliori «testimonial » della città eterna. Proviamo con la spiegazione psicologica? «E’ una città che ti dà una scossa estetica», secondo Maria Rita Parsi. Un elemento che consente di tollerare le varie lentezze, i disordini, i cortei che ti imprigionano per ore in macchina, gli infiniti lavori in corso.

«I romani - osserva la psicoterapeuta - hanno, poi, un linguaggio volgarmente sorridente e, in fondo, la loro è sempre una battuta con un fondo di tolleranza, una cattiveria spuntata». Ma la grandezza di questa metropoli contagia chi ci è nato, chi ci vive e anche chi ci si ferma soltanto per un paio di giorni. Una città rosa, «con colori e luminosità che mettono in equilibrio anche le numerose frustrazioni alle quali ci sottopone ». Una città amorevole, che predispone all’ascolto, dice Maria Rita Parsi. «Anche se poi non ti dà attenzione, “manco pe’ gnente”». Ovvero, il fascino dei contrasti.

dormire a Roma

 

 

 

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