Tiburtina Valley, risarcimenti fantasma
Gennaio 28th, 2009 Posted in EventiChiede che siano subito disponibili i fondi messi in campo dal Comune di Roma per risarcire le aziende della Tiburtina Valley colpite lo scorso 11 dicembre dall’esondazione dell’Aniene.
E appoggia in pieno l’istanza presentata al ministro del Welfare Sacconi perché venga istituita una cassa integrazione «retroattiva» per i dipendenti delle stesse aziende che al momento non lavorano. Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio Roma, ha incontrato ieri i membri del comitato «Nuova Tiburtina», nato in seguito all’allagamento della zona e composto da 91 aziende. E si è trovato di fronte ad attività ancora chiuse per inagibilità, lavoratori che di fatto da oltre un mese non percepiscono lo stipendio, titolari che lamentano i «soliti» ritardi burocratici e la giustificata «rabbia» di chi aspetta senza sapere quando tutto questo avrà fine. Da qui l’appello di Pambianchi «perché i fondi previsti come risarcimento vengano erogati al più presto e perché si avvii anche una messa in sicurezza idrogeologica di tutta l’area per impedire il ripetersi di simili eventi».
Gli imprenditori colpiti dall’esondazione dell’Aniene riconoscono alla giunta Alemanno di avere già fatto qualcosa: sono infatti stati rinviati i pagamenti dell’Ici e delle tasse sui rifiuti e pubblicità, oltre ad essere stato stanziato un fondo di emergenza di due milioni di euro. Ma alcune aziende non hanno comunque più potuto aprire da quell’ormai noto 11 dicembre, e aspettano le perizie tecniche per una reale quantificazione dei danni. La burocrazia potrebbe costare cara agli imprenditori, visto che un mese fermi significa migliaia di euro in meno e dipendenti senza stipendio.