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Animali tra simbolo e realtà PDF Stampa E-mail
Animali tra simbolo e realtà.

Il mondo animale è molto presente a Roma sia nelle varie forme decorative, sia nei nomi delle strade, sia negli stammi araldici.
Nel Medioevo, prima che venisse adottata come simbolo cittadino la lupa, tale funzione spettò al leone, così come prima era toccata all’aquila imperiale. Godono di grande popolarità anche i gatti che si aggirano per le rovine di Roma e i cani addirittura hanno una fontana riservata presso un grande albergo di via Veneto. La collina del Quirinale è detta Monte Cavallo a causa della presenza dei due cavalli presenti sulla piazza, presso la fontana. Notevole è il posto che il mondo animale occupa nella toponomastica e nelle raffigurazioni scultoree: gli insetti araldici di urbano III Barberini dominano lo omonime fontane site all’angolo tra piazza Barberini e via Veneto; quattro leoni stanno nelle fontane attorno all’obelisco di piazza del Popolo e due ai piedi della scalinata del Campidoglio; alla romanissima lupa è intitolata la fontana che si trova nell’androne di via dei Prefetti; quattro tartarughe stanno nel bacile superiore della fontana di tal nome; le rane sono in una moderna fontana del quartiere Coppedè; e così la scrofa, il cefalo, i serpenti, le oche e le cornacchie diedero il nome ad altre fontane. Tanti cavalli e un mulo Non sono certamente molte le città che possono vantare tanti quadrupedi monumentalizzati quanti ne presenta Roma nelle sue piazze. L’abitudine al cavallo come elemento eroico è assai antica, basti pensare alle perdute statue equestri di Giulio Cesare e di Traiano o alla statua capitolina di Marco Aurelio. Chissà quanti altri gruppi del genere sono esistiti poiché quel soggetto doveva essere abituale nei Circhi e nelle Terme.
Inoltre, Roma, dopo la sua proclamazione di capitale d’Italia, venne arricchita di monumenti equestri; nell’ordine si inaugurarono i monumenti a Garibaldi, a Carlo Alberto, a Vittorio Emanuele, al re Umberto, ad Anita, all’eroe albanese Scanderberg. Un mulo, tanto utile alle fatiche militari di un tempo, ha avuto in villa Borghese il suo monumento nel gruppo con l’Alpino. Animali in Campidoglio Prima dei “Verdi” che sono riusciti a fare allontanare dai giardinetti del Campidoglio, le lupe che vi erano tenute in gabbia erano state alcune miss inglesi a patrocinare la loro causa Negli anni Sessanta, poiché la lupa si trovava sola, alcune lettere al Sindaco chiesero che le fosse assicurato un compagno. La cosa venne concessa, ma un guardiano dovette stare di fazione ogni volta che veniva immesso nella gabbia il cibo, perché la lupa aggressiva impediva al lupo di cibarsi.
Adesso non ci sono più lupe e lupi ed è scomparsa anche la gabbia , allo stesso modo allo stesso modo è stata trasferita allo zoo l’aquila che veniva custodita in una grande voliera sulla roccia che scende verso la via del Teatro Marcello.
 
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