| Le tradizioni Romane e i costumi |
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Le tradizioni e i costumi La benedizione degli animali Una vecchia tradizione prevede di benedire degli animali in occasione della ricorrenza di S. Antonio abate che si celebra il 17 gennaio. Nella mattina di quel giorno si verifica un curioso affollamento di animali domestici davanti alla gradinata della chiesa di S. Eusebio a piazza Vittorio. La benedizione dovrebbe estendersi anche ai randagi e a quelle bestie maltrattate e abbandonate. Il cannone del Granicolo Ad introdurre lo sparo del cannone ( a mezzogiorno di ogni giorno), da Castel S. Angelo, fu nel 1848 papa Pio IX. Solo con l’unità d’Italia e la sistemazione della passeggiata del Gianicolo il cannone traslocò. Lo sparo, dopo essere stato sospeso durante la guerra e poi ripristinato il 21 aprile 1959, viene effettuato da un vecchio cannone da 149, di preda bellica e di fabbricazione Skoda, il quale se ne sta rinchiuso in un abitacolo sotto la terrazza del Gianicolo. La cavalcata papale a S. Giovanni La “cavalcata papale” corrispondeva in Roma ai grandi cortei dell’incoronazione nelle capitali rette dalle monarchie. Qui i pontefici, appena incoronati a S. Pietro, si trasferivano a San Giovanni in Laterano, attraversando l’intera città per il loro insediamento quali vescovi di Roma. Esistono in commercio bellissime stampe d’epoca che raffigurano la composizione della “cavalcata” con tutte le cariche ecclesiastiche, con le rappresentanze delle autorità romane e coi vari corpi di armigeri. Il corteo a cavallo, oggi sostituito da un trasferimento con qualche automobile, ha segnato nel corso dei secoli il collegamento fra la basilica della legittimità del magistero pontificio (il Laterano) e la tomba dell’Apostolo, centro di irradiamento mondiale della fede cristiana. La “corda” al Corso L’angolo fra il Corso e via della Frezza veniva indicato dai vecchi romani con l’espressione “alla corda”. Sorgeva infatti in quell’angolo un singolare monumento: un alto palo dal quale una carrucola lasciava scendere una corda. Essa era destinata ad appendere per le braccia congiunte sulla schiena i rei di colpe minori. Le braccia dei condannati venivano slogate ben bene mediante ripetute elevazioni del corpo e rapide cadute. Analoghi attrezzi si trovavano a Campo dei Fiori. Festa di S. Martino San Martino di Tours è venerato a Roma in due chiese: una sorge sull’Esquilino l’altra è quella degli Svizzeri in Vaticano. Un’usanza ormai scomparsa si legava alla credenza popolare che S. Martino si prenda a cuore coloro che hanno subito infortuni matrimoniali. Così la festa del santo è stata sempre considerata a Roma la “festa dei cornuti”. Giuramento a S. Salvatorello La chiesa del S. Salvatorello, demolita nel 1931 per i lavori di ampliamento del palazzo del Senato, conservava un venerato Crocifisso che è stato trasferito a S. Nicolò in Agone a largo Febo. Era consuetudine per le giovani coppie romane recarsi a pregare davanti a questa immagine alla vigilia del loro matrimonio per giurarsi amore eterno. |
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